Sicurezza, mobilità e multidisciplina: dal Trentino la UEC scrive il suo futuro - Trentino 2020 Cycling

Sicurezza, mobilità e multidisciplina: dal Trentino la UEC scrive il suo futuro

Il Presidente Enrico Della Casa tratteggia il futuro del ciclismo europeo tra boom del settore bici e investimenti per migliorare la sicurezza. “Gli Europei di Trento volano per le prossime iniziative”.

I grandi eventi sportivi come i Campionati Europei di ciclismo sono la punta dell’iceberg di un movimento in continua evoluzione. L’appuntamento di Trentino 2021 (8-12 settembre) non sarà soltanto un momento di sport e competizione ma anche l’occasione per fare il punto sullo stato di salute del movimento ciclistico europeo, analizzando le sfide che lo attendono nel prossimo futuro.

Enrico Della Casa, neoeletto presidente della UEC (Union Européenne de Cyclisme), ha ben chiare quali sono le sfide del futuro della confederazione continentale da lui presieduta. Come Segretario Generale dal 2013 ha vissuto in prima persona lo sviluppo recente della UEC e ora, da Presidente, mira a muoversi in continuità con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il movimento ciclistico europeo.

Negli ultimi anni la UEC si è riorganizzata, gettando le fondamenta per un nuovo sviluppo – afferma Enrico Della Casa -. Abbiamo molti progetti da sviluppare tra cui il lancio della Coppa Europa di ciclocross e nel 2022 della Coppa Europa di MTB per le categorie allievi, juniores e U23. Il nostro direttivo sta lavorando all’agenda fino al 2025 in cui puntiamo a dare visibilità alle piccole nazioni, dando loro sostegno per lo sviluppo dell’attività ciclistica”.

Molto dello sviluppo del ciclismo europeo passerà anche dal boom che sta vivendo il settore della bicicletta in Italia e in altri Paesi del Vecchio Continente. “In moltissimi Paesi europei stiamo assistendo a un vero e proprio boom della bicicletta, con i governi impegnati a incentivare l’uso della bici per gli spostamenti quotidiani – analizza il Presidente UEC -. Questo è l’aspetto meno negativo della pandemia e rappresenta un’occasione da non perdere per far crescere il movimento ciclistico”.

La spinta verso una mobilità green va sostenuta anche con infrastrutture adeguate. In questo senso, il Trentino con la sua rete di piste ciclabili rappresenta un esempio virtuoso da prendere come modello anche per altre realtà. “Le autorità locali stanno dimostrando un’attenzione sempre maggiore verso la creazione di una rete di piste ciclabili e come UEC questo aspetto ci soddisfa molto. Un evento come il Campionato Europeo potrebbe rappresentare il volano per queste iniziative, in un territorio molto all’avanguardia su questo aspetto”.

Sicurezza e Multi-disciplinarietà

Una delle sfide più importanti del ciclismo moderno riguarda la sicurezza dei ciclisti, siano essi amatori o professionisti. Incentivare il rispetto tra i vari utenti della strada rappresenta una sfida culturale, su cui negli ultimi anni le varie campagne di sensibilizzazione stanno portando i primi frutti con una maggiore attenzione verso il ciclista. Dal punto di vista della UEC, la sfida non si ferma qui: “non dobbiamo soltanto sensibilizzare l’automobilista al rispetto del ciclista ma anche l’atleta stesso. Nella guida tecnica dei Campionati Europei di Trentino 2021 abbiamo dato indicazione agli atleti di rispettare il codice della strada nella fase di allenamento. Se sono i ciclisti i primi a dare il buon esempio, credo potremo convivere tutti meglio sulla strada”.

L’attenzione alla sicurezza vale anche in gara, dove garantire percorsi sicuri è fondamentale per la salvaguardia dell’atleta e dello spettacolo. Grazie alla collaborazione con il CPA (Cyclistes Professionnels Associés), il circuito di Trento si presenterà il prossimo settembre in sicurezza per tutti i partecipanti. L’obiettivo a lungo termine è quello di attutire il più possibile i rischi del ciclista, insegnando anche ai giovani atleti come cadere o affrontare situazioni di pericolo. “Fin dal livello giovanile, dobbiamo sviluppare con le società una preparazione specifica dedicata a insegnare ai giovani ciclisti come si cade – propone il Presidente UEC, Enrico Della Casa -, attraverso esercizi in palestra e una formazione adeguata per sapersi proteggere la testa e il corpo. La caduta fa parte del nostro sport, dobbiamo allenarla”.

Un ulteriore aiuto può arrivare anche dalla multidisciplinarietà. Imparare ad andare in bici praticando discipline fuori strada come la mountain bike, il ciclocross o la BMX può aiutare moltissimo le capacità di guida del mezzo. “L’attività fuoristrada è uno strumento molto utile per migliorare le capacità di guida in bici, come lo è la pista per imparare a pedalare in sicurezza. Per esempio, la BMX è una disciplina su cui stiamo puntando moltissimo, fin dai 7-8 anni, ma anche la MTB e il ciclocross. Basta guardare alla capacità di guida del mezzo di campioni come Peter Sagan e Mathieu Van der Poel”.

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